PRECARI SCUOLA. INCOSTITUZIONALE PER IL TAR L’INSERIMENTO IN CODA

I COBAS Scuola di Palermo comunicano che il 5 Febbraio scorso, il TAR del Lazio si è pronunciato sui ricorsi pendenti relativi all’inserimento “a pettine” anziché “in coda”, dichiarando “rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale” sollevata dai ricorrenti, e disponendo l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Dal pronunciamento del TAR risulta evidente che ai precari della Scuola sono stati negati ripetutamente i loro diritti, sanciti da diverse leggi dello Stato, primo fra tutti quello della mobilità dei lavoratori all’interno del territorio nazionale. L’ordinanza N° 230/2010 mette a nudo l’arroganza del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (e dei suoi collaboratori) e sottolinea la scorrettezza del suo operato, riprendendo una sua dichiarazione a mezzo stampa risalente allo scorso mese di ottobre, nella quale affermava quanto segue: “L’ordinanza del TAR è la scontata conseguenza del recente rigetto, da parte del Consiglio di Stato, dell’appello già proposto dall’amministrazione. Il MIUR, con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salva precari che conferma i provvedimenti del Ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del TAR e di evitare il commissariamento”.

I COBAS non sono tra i sindacati consenzienti a questo provvedimento.

Il pronunciamento del giudice amministrativo corrobora il severo giudizio che i COBAS scuola hanno espresso anche nei confronti del Parlamento (opposizione compresa), che ha approvato la legge “omnibus” 167/09 (ex D.L. 134/09), da molti precari della scuola ribattezzata “ammazzaprecari” o “Lodo Gelmini”: una serie scollegata di commi dentro cui c’è di tutto, compresa la norma che serve al Ministro Gelmini ad evitare l’umiliazione del commissariamento, già deciso dalla nota ordinanza del TAR Lazio dell’8 Ottobre 2009. Tale legge é stata approvata dai due rami del Parlamento, con la compiacenza dell’opposizione, in spregio ai diversi pronunciamenti dei tribunali amministrativi e nonostante siano stati individuati da più parti (Presidente della Repubblica compreso) evidenti elementi di incostituzionalità. Secondo il TAR del Lazio, la legge viola ben 6 articoli della nostra Carta costituzionale “per contrasto con gli artt. 3, comma 1, 24, commi 1 e 2, 51, comma 1, 97, comma 1, 113, comma 1, e 117, comma 1”. Inoltre, sempre secondo il TAR del Lazio, il Lodo Gelmini è in contrasto con ben quattro leggi dello Stato, approvate in diverse “stagioni” politiche (la legge finanziaria 296/06 e le leggi 124/99, 333/01, 143/04), con una decina di sentenze della Corte Costituzionale sui principi che regolano i rapporti tra poteri dello Stato e con diverse decine di sentenze dei tribunali amministrativi di tutta l’Italia. Come si può leggere sopra, le norme violate dal legislatore quando è stato approvato il “Lodo Alfano” sono nulla in confronto a quelle violate con il “Lodo Gelmini”, inspiegabilmente denominato “salva-precari”.

La legittimità delle attuali graduatorie ad esaurimento, così come sono formulate, è oggi messa in discussione dai tribunali amministrativi anche per altre ragioni. Infatti, con l’ordinanza di sospensiva N° 645/2010, il TAR del Lazio ha nominato un commissario ad acta per eseguire una precedente ordinanza che intimava al MIUR lo spostamento del bonus di 24 punti attribuito agli abilitati SSIS, per tutti i docenti precari che ne avevano fatto richiesta nonostante quanto scritto nel DM 42/09. Ancora questa volta il Ministro Gelmini scomoderà il Parlamento per evitare il commissariamento?

La collezione di sconfitte del MIUR presso i tribunali amministrativi non finisce qui. Sono recenti le sentenze e le ordinanze già esecutive del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato che stabiliscono nuovi criteri per l’attribuzione dei punteggi derivanti dal servizio militare e l’attribuzione di ulteriori sei punti per gli abilitati SSIS.

In conclusione, in base alle sentenze (già esecutive) dei tribunali amministrativi, le attuali graduatorie provinciali ad esaurimento, dovrebbero essere rivoluzionate.

Alla luce dei fatti sopra riportati, i COBAS Scuola di Palermo chiedono un pronunciamento tempestivo della Corte Costituzionale sulle norme contenute nella legge 167/09 sulle quali sono state sollevate questioni di legittimità costituzionale (ivi compresa le norme “salva-precari”), al fine di evitare un ulteriore danno all’Erario, causa richiesta risarcimento danni a favore dei docenti per l’A.S. 2010/2011, oltre che la regolare procedura della stipula dei contratti a tempo determinato ed indeterminato dalle graduatorie provinciali ad esaurimento così come correttamente riformulate dagli Uffici Scolastici Provinciali. Se prevarrà il buon senso delle Istituzioni, sarà possibile garantire la continuità didattica nelle scuole ed evitare disservizi agli studenti ed alle loro famiglie.

I COBAS invitano i lavoratori della scuola a continuare ed a intensificare, le iniziative di lotta nei territori, in difesa della scuola pubblica sotto attacco da diversi anni, con provvedimenti incostituzionali, illegali, autoritari ed improntati alle esigenze di cassa piuttosto che a quelle della didattica (vedi legge 133/08 con conseguenti riforme della scuola primaria e delle scuole superiori).

Chiedono agli iscritti (e non) una massiccia adesione e partecipazione allo sciopero della scuola di venerdì 12 Marzo 2010, con manifestazione nazionale a Roma e un corteo dei lavoratori della scuola che arriverà dinanzi al MIUR.

Scarica il comunicato in Pdf e diffondilo.

Leggi l’ordinanza 230/2010 del Tar Lazio.

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