VENERDÌ 18 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE

Contro il blocco dei contratti, dei salari e degli scatti di anzianità

Contro la scuola-quiz ed il sistema nazionale di (S)valutazione

venerdì 18 ottobre

LA SCUOLA SCIOPERA PER L’INTERA GIORNATA

Il 18 ottobre la scuola si mobilita con uno sciopero dell’intera giornata e manifestazione nazionale a Roma indetti dai Cobas e dai sindacati conflittuali nella convinzione che i devastanti provvedimenti che anche il governo Letta continua a portare avanti, possono essere contrastati solo con una forte mobilitazione. Come è dimostrato dalla vicenda degli “inidonei” che si voleva, con una norma del governo Monti, spostare obbligatoriamente sui profili Ata e che grazie a 2 anni di mobilitazione continua, decisa, sono riusciti a far abrogare la “norma della vergogna”, rimanendo così nel loro ruolo docente e impedendo il licenziamento ai precari amministrativi ata e consentendo loro di essere immessi in ruolo su quei posti.

Scioperiamo per:

chiedere massicci investimenti nella scuola pubblica bene comune, un aumento di 300 euro mensili netti per docenti ed ATA e la restituzione degli scatti di anzianità, che il governo Letta (a differenza di quanto avviene in quasi tutti i paesi europei) ha bloccato anche per il 2013 e 2014 e che ha intenzione di eliminare del tutto per sostituirlo con i farseschi aumenti di “merito”, nonostante docenti ed Ata abbiano già perso oltre il 30% del reale potere di acquisto;

dire NO alla scuola-quiz e al Sistema nazionale di (S)valutazione. Chiediamo la cancellazione dell’art.16 del decreto legge Carrozza, secondo il quale gli insegnanti i cui studenti non abbiano risposto a dovere agli assurdi indovinelli Invalsi dovrebbero andare a ripetizione dagli Invalsiani stessi, che nulla sanno di didattica: un articolo che di fatto impone l’addestramento coatto ai quiz e che dimostra come il governo voglia usare i quiz Invalsi per giudicare scuole, docenti e studenti.

dire NO ai BES i “bisogni educativi speciali”, penoso espediente per eliminare progressivamente il sostegno agli studenti diversamente abili;

l’assunzione di tutti i precari (docenti ed ATA) su tutti i posti vacanti e disponibili;

dire NO all’aumento d’orario e alla distruzione delle pensioni, con particolare riferimento all’allucinante vicenda dei “quota 96”: va restituito subito il diritto al pensionamento a quei docenti ed ATA che, a pochi passi dalla pensione, si sono visti allungare fino a sette anni la permanenza sul posto di lavoro;

completare la vittoria degli “inidonei”, che ora vogliono che dal decreto Carrozza venga cancellata anche la possibilità – assurda – di essere trasferiti in altre amministrazioni pubbliche;

chiedere che venga rispettata l’obbligatorietà della materia alternativa alla religione cattolica che, se rispettata in tutte le scuole, creerebbe migliaia di nuove cattedre;

chiedere la piena regolarizzazione del lavoro dei “modelli viventi”;

affermare la democrazia sindacale per tutti/e, contro il monopolio dei sindacati di Stato.

La scuola in lotta manifesterà a Roma con il corteo da piazza della Repubblica (ore 10.00) a piazza san Giovanni

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