LA LOTTA PAGA: RICONOSCIUTI GLI SCATTI, MA IL CONFLITTO PROSEGUE

La lotta paga: il governo fa marcia indietro sugli scatti di anzianità.

Ma il conflitto prosegue sugli altri punti di “sofferenza” della scuola

Il 17 gennaio il Consiglio dei ministri ha fatto una netta retromarcia sugli scatti di anzianità. Dopo che il governo Letta-Alfano-Renzi-Napolitano aveva tentato di scippare docenti ed Ata della parziale quota di scatti ricevuti nel 2013, il CdM, mentre i Cobas e i settori più sofferenti dei lavoratori/trici manifestavano davanti al MIUR, ha approvato un Decreto che si impegna a:

1)  rinunciare a riprendersi gli aumenti concessi;

2) continuare la trattativa per il pieno riconoscimento del 2012 al fine degli scatti di docenti ed Ata.

Vedremo se seguiranno i fatti ma per ora si conferma, come già per gli “inidonei”, che la lotta paga, e se condotta con decisione e consenso di massa può battere anche l’indecente complicità tra casta politica e sindacati di Stato.

Restano però irrisolte le questioni dell’altra operazione di “scippi e recuperi” ai danni del salario aggiuntivo di moltissimi Ata e quelle del congelamento del 2013 e 2014 ai fini degli scatti e del blocco dei contratti dal 2010 al 2014 incluso.

E’ dunque cruciale mantenere alto il livello della lotta, secondo quanto emerso dalla eccellente giornata di dibattito e di conflitto del 17 stesso, nel Convegno CESP, nella manifestazione davanti al MIUR e nella trattativa con i rappresentanti ministeriali. Ove i Cobas, insieme ai delegati/e della “cordata” di insegnanti ed Ata in lotta sui principali punti di “sofferenza” della scuola, hanno anche ricordato ai dirigenti del MIUR che i salari di docenti ed Ata hanno perso il 15% nell’ultimo quinquennio, che i lavoratori/trici ad un passo dalla pensione (quota 96) sono costretti a lavorare per altri cinque o sei anni, che i docenti “inidonei” non hanno ancora la certezza che la loro “deportazione” sia annullata per sempre, mentre i precari Ata non sono ancora stati immessi in ruolo; che i quiz Invalsi celebreranno nuovamente i propri assurdi riti il prossimo maggio, mentre procedono i sedicenti “Bisogni Educativi Speciali” (BES) – una sorta di “manicomializzazione” degli studenti – e gli insegnanti di religione sono gli unici ad avere il posto sicuro in una scuola ove non vengono istituite le cattedre della materia alternativa, né vengono assunti i “modelli viventi”.

Per questo i Cobas e i docenti ed Ata in lotta rafforzeranno la mobilitazione per garantire che la marcia indietro del governo sugli scatti sia davvero tale e che gli scatti siano “scongelati” per il 2012, 2013 e 2014; per l’annullamento del taglio del salario aggiuntivo per gli Ata; per la fine del blocco dei contratti e un aumento a docenti ed Ata di 300 euro mensili a parziale recupero di quanto perso negli ultimi anni; per l’immediato pensionamento dei “quota 96”, la definitiva liberazione dall’incubo della deportazione per i docenti “inidonei” e la assunzione stabile degli Ata precari; per l’istituzione di migliaia di cattedre della materia alternativa alla religione – che darebbe lavoro ad altrettanti precari – il pieno riconoscimento salariale e normativo del lavoro degli ITP e dei “modelli viventi”; per la cancellazione dei quiz Invalsi, dei BES e dei loro effetti sull’immiserimento culturale e sulla “psichiatrizzazione” della scuola; per il massimo sviluppo del diritto all’istruzione per i cittadini detenuti/e; per la restituzione del diritto di assemblea in orario di lavoro a tutti/e.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: