LA SCUOLA IN CARCERE. Il convegno CESP sui progetti assistiti e la Nuova Istruzione degli Adulti

 

LA SCUOLA IN CARCERE

Il convegno Cesp sui progetti assistiti e la Nuova Istruzione degli Adulti

Il Convegno sulla “Scuola in carcere”, svoltosi il 14 febbraio 2014 nella Sala teatro di Rebibbia, è stato un successo, 300 intervenuti, alto il livello istituzionale, ricco e vario il quadro delle presenze : studenti “ristretti”, sia interni che esterni al Nuovo Complesso, studenti “liberi” dell’IIS “J. Von Neumann”, docenti provenienti da tutta Italia, dirigenti in folto numero,, ricercatrici universitarie che hanno approfondito i contenuti dell’insegnamento degli adulti, educatori dell’area trattamentale, operatori sociali.

Altamente significativa la presenza del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dottor Giovanni Tamburino, dal quale dipende direttamente la polizia penitenziaria che, per chi come gli insegnanti lavora in carcere, dopo il ministro significa il massimo esponente possibile ( che ha parlato a nome del Ministro ed ha tributato al CESP un pubblico riconoscimento).

Accanto al Capo Dipartimento sono intervenuti la dottoressa Carmela Palumbo (Direttore generale degli ordinamenti scolastici e Direttore generale dell’istruzione Tecnica), per il sottosegretario Toccafondi, la dottoressa Giovanna De Rubertis, il Dottor Giuseppe Roma, Direttore generale del CENSIS e Presidente del Gruppo Tecnico Nazionale Istruzione Adulti. Sono intervenuti anche il Senatore Fabrizio Bocchino, vicepresidente della VII Commissione Cultura Senato, del M5S e il responsabile Giustizia del PD, Sandro Favi. Ha portato i suoi saluti ai presenti il Direttore della casa Circondariale di Rebibbia, dottor Mauro Mariani (Direttore anche del carcere Regina Coeli), che per permettere la riuscita dell’evento ha messo a disposizione spazi e personale. Il dottor Stefano Ricca, direttore della Casa di reclusione di Rebibbia, ha invece permesso l’intervento al Convegno di 13 studenti “ristretti” della Casa di reclusione. Presente al Convegno anche l’area trattamentale/educativa con la partecipazione delle due responsabili, la dottoressa Anna Luisa Giustiniani, della Casa Circondariale Maschile del Nuovo Complesso e la dottoressa Ida Del Grosso della Casa di Reclusione Femminile. Per i garanti dei detenuti è intervenuto anche Filippo Pegorari, garante dei detenuti di Roma.

In questi due anni il CESP e la “Rete delle scuole ristrette” hanno guadagnato l’adesione delle ‘istituzioni’ basandosi su di un semplice presupposto, quello del riconoscimento del ruolo svolto dalla scuola in carcere e della sua specificità all’interno della più ampia istruzione adulti.

Ora, con questo convegno, si aprono nuove prospettive, perché oltre all’interlocuzione con il Ministero dell’Istruzione, cominciata dopo la prima iniziativa del marzo 2012, con il convegno del 14 febbraio scorso può considerarsi aperta quella con il Ministero della Giustizia. Nel suo intervento, infatti, il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha riconosciuto due particolarità all’istruzione in carcere, la struttura ‘progressiva’ dell’educazione, con il suo ruolo di collegamento tra un “prima” e un “dopo” e la sua funzione di ‘ricollocazione’ del detenuto nel contesto sociale.

È chiaro che l’attuale azione del CESP e della “Rete delle scuole ristrette” si inserisce all’interno di una complessiva riorganizzazione dell’istruzione adulti (così come definita dal DPR 263/2012) che si basa sul presupposto della ‘razionalizzazione’, con conseguenti tagli al tempo scuola e relative perdite di organico.

Ma l’intervento messo in campo e l’acquisizione da parte dello stesso livello istituzionale della particolarità del ruolo e della funzione svolti dalla Scuola in carcere, ha posto le basi per sciogliere i nodi più delicati determinati dalle norme in atto (diminuzione del monte ore complessivo, sovrapposizioni di competenze tra primo e secondo livello, organico disponibile e organico necessario, totale mancanza di finanziamenti per un’operazione che dovrebbe trasformare profondamente un intero pezzo dell’istruzione, ma a costo zero). A tutto ciò si deve aggiungere l’avvio tecnico della riorganizzazione dell’istruzione adulti, iniziata con i “nove progetti assistiti” attivati in Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, che è in realtà appena cominciata e rispetto alla quale i numerosi dirigenti presenti hanno rappresentato un quadro problematico di cui occorre tener conto.

C’è, dunque, ancora un enorme lavoro da fare e il primo appuntamento utile sarà il prossimo incontro del Gruppo Tecnico Nazionale Istruzione Adulti, al cui tavolo saranno presentate le richieste della “Rete delle scuole ristrette” e dei docenti e dirigenti dell’istruzione adulti che si sono a questa collegati nell’ambito del convegno.

In attesa che la riunione sia convocata si lavorerà sui territori, organizzando convegni sullo stesso tema per diffondere e acquisire informazioni, condividere analisi e documenti. I primi due appuntamenti previsti saranno a Pescara e Napoli.

Anna Grazia Stammati (presidente cesp)

Roma, 18 febbraio 2014

Alcune interviste ai margini del Convegno http://www.libera.tv/videos/5692/cesp-la-scuola-in-carcere—progetti-assistiti-e-nuova-istruzione-degli-adulti.html

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