ELEZIONI RSU SCUOLA: I VOTI ALLE LISTE COBAS AUMENTANO DEL 25%

ELEZIONI RSU SCUOLA: I VOTI ALLE LISTE COBAS AUMENTANO DEL 25%

Contro la “cattiva scuola” di Renzi, per un immediato decreto per l’assunzione dei precari, manifestazione al Parlamento il 10 marzo

Contro i quiz Invalsi sciopero della scuola a maggio

Mancano ancora i risultati delle scuole chiuse per maltempo, ma i dati a nostra disposizione sono già sufficienti per affermare che queste elezioni RSU della scuola per i COBAS sono state decisamente positive, con un incremento di voti del 25% rispetto al 2012. Risultato tanto più soddisfacente se si tiene conto che ancora una volta i sindacati monopolistici hanno imposto elezioni con modalità del tutto anti-democratiche, impresentabili in qualsiasi altro sistema elettorale, sindacale o politico, d’Europa. Infatti in Italia, nella scuola e in tutto il Pubblico Impiego, la rappresentanza nazionale dei sindacati non viene conteggiata nell’unico modo democratico possibile, cioè dando all’elettore/trice, oltre alla scheda per la rappresentanza nel posto di lavoro, anche quella per la rappresentanza nazionale. Assurdamente si calcola quest’ultima solo sul voto per la RSU di scuola, che, però, si può dare ad un sindacato solo se c’è chi è disposto a fare il sindacalista nell’istituto. E, oltre ad un meccanismo escludente che apparirebbe folle in elezioni politiche, i COBAS devono “combattere” con le mani legate perché non hanno diritto neanche di campagna elettorale e di assemblea nelle scuole, né hanno la marea di distaccati dei “rappresentativi” (mestieranti sindacali che per giunta possono anche partecipare alle trattative di istituto) che hanno le porte aperte per girare nelle scuole in cerca di candidati/e; mentre i COBAS, oltre ad essere stati privati dei diritti elementari di assemblea e di contrattazione, non hanno, né vogliono, sindacalisti di professione retribuiti ma solo docenti ed Ata in servizio o pensionati/e che difendono gratuitamente i lavoratori/trici e la scuola pubblica.

E ciò malgrado siamo riusciti a presentare 3.500 candidati/e in più di 1.000 scuole di 70 province (lo stesso numero del 2012, ma allora le scuole erano 10.250 e oggi sono 8.500, circa il 16% in meno). In queste scuole, che costituiscono un campione assolutamente rappresentativo per varietà territoriale e di ordini e gradi di scuola, abbiamo raggiunto l’ottima e significativa media del 23%, che è l’indice di quanto potremmo effettivamente raggiungere se ci venisse data la possibilità di “competere” su tutto il territorio nazionale con libertà di parola e di accesso alle scuole, e in una elezione su scheda nazionale che consentisse a tutti/e di esprimersi sul “gradimento” dei singoli sindacati. A questo proposito è emblematico il caso di Pisa, dove abbiamo presentato le liste in tutte le scuole risultando in assoluto i primi con oltre il 36% dei voti totali. Comunque, incrementiamo anche il dato percentuale assoluto dello 0.6%, malgrado le tante scuole ove non hanno potuto votare per noi, mentre gli eletti/e alla fine saranno circa 700.

In particolare a PALERMO, dopo essere riusciti a presentare il 10% di liste in più rispetto al 2012 (per altro a fronte di una riduzione di circa il 20% delle scuole), attualmente siamo quasi al 20% dei consensi nel centinaio di scuole della provincia in cui abbiamo trovato colleghi e colleghe disposti a condividere la nostra lotta per la difesa della scuola pubblica e le condizioni di vita e di lavoro di docenti e ATA. A tutti e tutte va il nostro ringraziamento.

Pur con i limiti al dialogo con l’intera categoria per il divieto di assemblee, la nostra campagna RSU ha evidenziato la diffusa opposizione alla “cattiva scuola” di Renzi, alla misera scuola-quiz dei grotteschi quiz Invalsi (contro cui abbiamo già convocato gli scioperi di maggio, 5 e 6 nella scuola dell’infanzia ed elementare, e 12 per le medie e superiori), e la richiesta generalizzata di assunzione di tutti i precari che da tempo lavorano nella scuola, tramite un immediato decreto che intanto mantenga le promesse renziane delle 150 mila assunzioni (e per questo manifesteremo davanti al Parlamento il 10 marzo quando il CdM delibererà in merito), del recupero dei contratti e degli scatti di anzianità e il rifiuto delle demenziali gerarchie interne tra docenti, inutili o dannose per la didattica, che il governo vorrebbe introdurre.

I nostri/e eletti RSU continueranno a difendere docenti ed Ata contro i meccanismi distruttivi e sovente illegali della scuola-azienda e delle gestioni autoritarie di tanti presidi-padroni, e ad essere veicoli nelle scuole della lotta in difesa e per il miglioramento della scuola pubblica e delle condizioni di lavoro e di studio dei suoi protagonisti.

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