I DIRIGENTI SCOLASTICI E LE “SCIOCCHEZZE” DEI COBAS

Siamo venuti a conoscenza di un breve scritto che ci riguarda, redatto dal “Segre. Reg. Confedir Sicilia Dirigenti-scuola” (così si firma, se vi sembra poco …) a proposito della nostra coerente opposizione ai quiz Invalsi.

Il titolo del pezzo è “Le prove INVALSI e le sciocchezze dei COBAS” e potete trovarlo qui.

Fin dall’inizio veniamo accusati di avversione viscerale contro ogni meccanismo di valutazione, su cui in questa sede non ritorniamo, lasciando a chi vuol saperne di più la possibilità di verificare direttamente se si tratti del solito incomprensibile ritornello”, come scrive il Segre. Reg., oppure di qualcosa di molto più serio su cui ci si interroga in tutto il mondo, solo per fare qualche esempio: Diane Ravitch, National Resolution on High-Stakes Testing, FairTest, Noam Chomsky, Times, Wall Street Journal, Appello contro la Scuola-Quiz, Return On Academic ReSearch, Centro Studi per la Scuola Pubblica ecc.

Quindi, ci viene attribuita l’emanazione del “solito bollettino terroristico per far spaventare i “presidi” con la solita e desueta minaccia della denuncia per attività antisindacale ex art. 28”. Evidentemente il Nostro si riferisce alla diffida che in questi giorni abbiamo inviato a tutti i dirigenti scolastici sull’illegittimo spostamento dei test Invalsi nella primaria. Diffida con cui abbiamo ricordato ai presidi il loro ruolo di “controparte” per quanto riguarda le relazioni sindacali e pertanto la loro diretta responsabilità nel caso avessero rinviato le prove previste per il 5 maggio.

Subito dopo il Nostro giunge ad affermare “che essendo i COBAS frange marginali non rappresentative non possono adire i tribunali per azionare l’art. 28” e qui l’errore è grosso. Infatti, seppur è vero che i Cobas non rientrano tra le organizzazioni sindacali considerate “maggiormente rappresentative” da quell’antidemocratico meccanismo che continua a garantire solo i sindacati monopolisti, questo non c’entra nulla con la possibilità di azionare la tutela prevista dall’art. 28 della l. n. 300/1970 (lo Statuto dei lavoratori) a meno che il Nostro, sulla scia di un Renzi che ne ha di fatto abolito l’art. 18, non abbia provveduto di propria mano a cancellare anche il 28.

Come è noto, l’art. 28 dello Statuto prevede che Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti. Quindi, fintantoché il Nostro non convincerà i tribunali di tutta Italia, dai quali sono già stati accolti numerosi nostri ricorsi, che non siamo una “associazione sindacale nazionale” bisognerà che si metta il cuore in pace e si rassegni alla nostra piena, attestata e perciò incontestabile possibilità di utilizzare l’art. 28.

In realtà siamo sicuri che al competente Segre. Reg del Confedir non sfugga l’approssimazione delle proprie affermazioni in merito al nostro pieno diritto ad “adire i tribunali” e ci sembra piuttosto che, con informazioni così poco documentate, intenda piuttosto sollecitare, con alquanta leggerezza, i propri colleghi a mettere in atto comportamenti non regolamentari la cui responsabilità in giudizio ricadrebbe solo ed esclusivamente su di loro. Insomma, ancora, armiamoci e partite!

Risulta poi singolare che il Nostro non intenda l’esplicito riferimento che facciamo alla sentenza del Trib. di Roma n. 16718/2012 (a proposito, era un ricorso Cobas ex art. 28 …) che nulla ha a che vedere con lo spostamento delle prove per evitare gli effetti del nostro sciopero – fatto mai accaduto finora – ma piuttosto, come chiaramente scritto nella diffida, riferito alla “sostituzione del personale somministratore scioperante”.

Da qui in avanti il testo del Segre. Reg. tenta di imporre il solito punto di vista di tanti solerti dirigenti: “somministrazione e correzione delle prove fanno parte degli obblighi di servizio”. Peccato però che il testo della legge n. 35/2012, “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo” (sic! chi saprebbe dirci cosa c’entri l’Invalsi con la “semplificazione e lo sviluppo”?) reciti solamente che Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, senza quindi sancire alcun obbligo di somministrazione e tabulazione, tant’è che in diverse scuole le prove neanche si svolgono.

Per di più al Nostro sfugge che la Sentenza del Trib. di Roma è del 17/10/2012, quindi successiva all’entrata in vigore della l. n. 35/2012 e pertanto non risponde a verità neanche l’affermazione che la questione “è stata ormai ampiamente superata e normata anche su piano legislativo”, ma semmai il contrario: il giudice ha condannato i dirigenti scolastici che hanno sostituito i colleghi scioperanti anche perché quella legge non stabilisce nessuna obbligatorietà!

A conclusione di questa fine disquisizione giuridica, il Nostro conclude con: “Anche se è superfluo ricordarlo ai dirigenti scolastici, è del tutto pacifico che tali note dei COBAS vanno cestinate in quanto deliranti e destituite di alcun fondamento giuridico”, mostrando quanto sia capace di rispettare le opinioni che non condivide.

Saremmo poi curiosi di conoscere cosa pensa di questo scritto il presidente dell’Anief, nonché Segretario Organizzativo Confedir (lo stesso sindacato del Nostro), che nella recente campagna elettorale per l’elezione delle R.S.U. nella Scuola tuonava contro chi “Ha detto SÌ al merito” che come sappiamo è ciò che vorrebbe misurare l’Invalsi. Cortocircuiti sindacali!

In ultimo ci sia consentita una considerazione a carattere più generale. Il tono di sprezzante supponenza che pervade tutto quanto l’articolo sembra essere ispirato più ad una reazione istintiva e irrazionale alimentata da un sentimento di lesa maestà piuttosto che da ragioni dialettiche come competerebbe invece a chi ha responsabilità così importanti di direzione ed amministrazione. Ci sembra una deduzione non avventata quella sui nocivi effetti moltiplicatori che l’attuale progetto di riforma scolastica in discussione al parlamento produrrebbe su simili atteggiamenti con il previsto quasi totale azzeramento nelle scuole di ogni altro organo di decisione.

Ovviamente, come sempre, lasciamo a chi legge decidere su chi racconti sciocchezze.

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Abbiamo trovato l’articolo del Segre. Reg. Confedir Sicilia Dirigenti-scuola anche su “La Letterina ASASI n. 438”, alla cui Redazione abbiamo chiesto di pubblicare questa nostra replica per consentire ai loro lettori di valutare le diverse posizioni. Vedremo se accetteranno il contraddittorio come abbiamo fatto noi qui.

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