SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

VENERDÌ 17 MARZO 2017

SCIOPERO GENERALE

DELLA SCUOLA

MANIFESTAZIONE A PALERMO, piazza Massimo ore 9.00

ALTRE MANIFESTAZIONI A ROMA, TORINO, BOLOGNA, CAGLIARI, NAPOLI, BARI, CATANIA

Per il ritiro dei decreti attuativi della l. 107

Per recuperare il 20% del potere d’acquisto perso dai nostri stipendi

Per un decalogo in difesa della scuola pubblica

IL VOLANTINO DA STAMPARE E DIFFONDERE NELLE SCUOLE

IL MANIFESTO DELLO SCIOPERO

Incurante della amplissima opposizione alla Cattiva Scuola, che tanto ha pesato sulla netta sconfitta di Renzi nel referendum, il governo-fotocopia di Gentiloni ha varato otto decreti applicativi della l. 107, ignorando ogni forma di dialogo con i protagonisti dell’istruzione pubblica e ogni revisione significativa della l. 107, e riavviando la funesta concertazione con i sindacati “pronta-firma”.

Tra fumi di ambiguità le otto deleghe aggravano il già disastroso panorama della l. 107:

– Per il futuro reclutamento, i docenti già abilitati e/o con 36 mesi di servizio dovranno sottoporsi ad un nuovo concorso. Per i neo laureati è previsto un vero e proprio percorso ad ostacoli, compreso un contratto di tirocinio con lavoro sottopagato.

– Per i diversamente abili, si alza il numero di alunni per classe e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno (portandone anche il vincolo a 10 anni), introducendo corsi di “aggiornamento” improvvisati per tutti gli insegnanti.

– La delega sull’Istruzione professionale punta a creare un segmento separato da Licei e Istituti Tecnici, caratterizzata da un forte addestramento al lavoro in concorrenza con la Formazione professionale regionale, riducendo ulteriormente la formazione di base. Per i professionali, si ribadisce la centralità dell’”alternanza scuola-lavoro”, a cui si aggiunge la possibilità di contratti di apprendistato sottopagati a partire dai 15 anni. L’alternanza diventa non solo un requisito di ammissione agli Esami di Stato, ma anche oggetto di una tesina per il colloquio.

– Gli assurdi quiz Invalsi, tolti dall’esame di Terza media grazie alla nostra mobilitazione di questi anni, saranno imposti come requisiti di ammissione agli esami. Ma soprattutto l’esito individuale dei quiz in italiano, matematica e inglese viene inserito nel curriculum dello studente e allegato al diploma: ciò dimostra che i quiz non costituiscono una mera valutazione di sistema, ma una valutazione del singolo studente mirante a trasformare la didattica in addestramento ai quiz.

– Il sistema integrato 0-6 anni rischia di abbassare notevolmente il livello della scuola dell’Infanzia pubblica (una delle migliori del mondo), senza di fatto garantire la “generalizzazione della scuola dell’Infanzia”, né la “gratuità” per le famiglie.

Insomma, queste deleghe si aggiungono agli aspetti peggiori della l. 107, dal famigerato “premio” per i docenti “meritevoli”, allo strapotere dei presidi, dall’uso flessibile dei docenti dell’“organico di potenziamento” utile solo a dividere i docenti, ai ricatti pesanti sulla mobilità e sull’organico triennale dei “precari di ruolo” , fino all’obbligo di 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, che viene svolta con modalità peggiori delle previsioni più pessimistiche. Il tutto provocando un’ulteriore, drammatica dequalificazione del lavoro degli insegnanti, sempre meno educatori e sempre più “operai intellettuali” flessibili e tuttofare, a drammatico compimento di un ventennio di immiserimento materiale e culturale di una scuola che si vorrebbe “azienda” innovativa e che per lo più appare “bottegaccia” cialtrona, arruffona, gestita da presidi-padroni.

Come docenti ed Ata, con il contributo di studenti e cittadini che hanno a cuore la scuola pubblica, abbiamo non più di tre mesi di tempo per respingere queste deleghe e nel contempo far cancellare almeno i punti più disastrosi della l. 107.

Per questo – a gennaio – abbiamo convocato per il 17 marzo lo sciopero generale della scuola per avere un ampio fronte unitario, insieme ad ANIEF, CUB, Feder.ATA, UNICOBAS e USB, che faccia saltare anche i nuovi “giochi di ruolo” concertativi tra i sindacati “rappresentativi” e la ministra Fedeli, il cui massimo titolo, che ne ha determinato la scalata al MIUR, appare proprio il suo passato ruolo di segretaria generale della Federazione dei Tessili CGIL.

Con lo sciopero del 17 marzo, oltre al ritiro delle deleghe, puntiamo a realizzare

UN DECALOGO PER LA SCUOLA PUBBLICA

1) Gestire la mobilità con titolarità su scuola e non su ambito, ponendo fine agli incarichi triennali non rinnovabili decisi dal preside.

2) Ridefinire l’organico delle scuole: tutti i/le docenti insegnino e tutti/e si facciano carico degli altri compiti necessari per il funzionamento della scuola, riducendo l’orario di cattedra.

3) Destinare i fondi, previsti per il “premio” dei docenti, per la Carta del docente e quelli del Fondo di istituto, alla contrattazione nazionale per un aumento in paga base che, insieme a nuovi fondi da stanziare per il contratto, garantisca a docenti e Ata il recupero di almeno una parte significativa di quel 20 % di salario perso in 7 anni di blocco contrattuale.

4) Rifiutare l’introduzione del “welfare contrattuale”, che destina parte degli aumenti contrattuali a diritti sociali che, costituzionalmente, devono essere garantiti dallo Stato.

5) Assumere i precari docenti ed ATA con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto.

6) Ampliare l’organico ATA, re-internalizzare i servizi di pulizia, eliminare il divieto di nominare supplenti per assistenti amministrativi e tecnici anche per periodi prolungati, e nominare i supplenti per i collaboratori scolastici anche per i primi 7 giorni.

7) Contro l’inaccettabile obbligo di 400/200 ore di “alternanza scuola-lavoro”, ridare alle scuole la libertà di istituirla o meno, e di determinarne il numero di ore.

8) Eliminare i quiz Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti.

9) Ridurre il numero degli alunni per classe.

10) Ripristinare la democrazia sindacale nelle scuole, restituendo ai lavoratori il diritto di partecipare alle assemblee indette da qualsiasi sindacato che abbia presentato liste alle elezioni RSU. Applicare un sistema proporzionale di voto senza sbarramenti per la rappresentatività e per l’accesso ai diritti sindacali, con un voto a livello di scuola, uno a livello regionale e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai tre livelli.

Lo sciopero del 17 marzo è stato indetto anche da UNICOBAS, USB, CUB, ANIEF e FEDERATA

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