TAR – UN ALTRO SDOPPIAMENTO DI “CLASSI POLLAIO”

TAR SICILIA, ANCORA UN ALTRO SDOPPIAMENTO DI “CLASSI POLLAIO”

Il TAR Sicilia con l’ordinanza n. 1478/2017, ha accolto l’istanza cautelare proposta dall’avv. Mariachiara Garacci legale dei Cobas Scuola della Sicilia e ha imposto all’Amministrazione scolastica di sdoppiare una “classe pollaio” di un I.I.S.S. di Palermo riconoscendo “che, ad una sommaria cognizione, le censure dedotte presentano sufficienti profili di fumus boni iuris, atteso che: come già ritenuto da questo Tribunale, il limite di venti alunni nella costituzione di classi in presenza di disabili, previsto dall’art. 5 del d.P.R. n. 81/2009, deve considerarsi valido sia per le prime classi di formazione che per le classi successive (v. T.A.R. Sicilia, Sez. II, sentenze n. 2250/2014 e n. 1831/2015)”.

Inoltre, questo è il primo caso in cui il TAR ha anche ritenuto, che vada “approfondita la terza censura in ordine al dedotto contrasto del provvedimento impugnato con la normativa a tutela della sicurezza nell’edilizia scolastica, per la quale la produzione documentale della p.a. appare insufficiente” e che quindi vadano “acquisiti documentati chiarimenti sulla sussistenza dei presupposti per il superamento del parametro 26 persone/aula, avuto riguardo a quanto previsto dai punti 5.0 e 5.6 del D.M. 26.08.1992, con onere della resistente Amministrazione di depositare il rapporto informativo e la relativa documentazione”.

Lo diciamo da sempre: l’eccessivo numero di alunni per classe incide negativamente sulla qualità della didattica e non consente la piena integrazione dei disabili.

Attendiamo fiduciosi la sentenza di merito, nella quale il TAR dovrà esprimersi anche sui rischi relativi alla sicurezza. Intanto, questa ordinanza cautelare corregge una frequente stortura presente in troppe classi delle scuole siciliane, dove la logica del risparmio che ha guidato la politica scolastica di questi anni determina un illegittimo sovraffollamento delle aule e la mortificazione del diritto all’integrazione degli alunni disabili.

Il MIUR è stato anche condannato al pagamento delle spese della fase cautelare.

Un nuovo successo contro le “classi pollaio”, che si aggiunge alle sentenze del TAR Palermo n. 2250/2014 e n. 1831/2015 e dell’ordinanza n. 1338/2016, per l’avv. Mariachiara Garacci e i Cobas Sicilia che continueranno a sostenere i diritti degli alunni e delle famiglie, perché siano rispettate almeno le condizioni essenziali di vivibilità e sicurezza nelle nostre scuole.

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10.000 docenti e ATA alla manifestazione

Un’altra grande giornata di lotta delle maestre/i Diplomate Magistrali nel quadro dello sciopero generale contro il contratto miserabile e per l’assunzione stabile di tutti i precari/e

Nel corteo nazionale a Roma 10 mila docenti ed ATA lanciano un forte monito al prossimo governo: cancellare l’inqualificabile sentenza del Consiglio di Stato e restituire a tutti i lavoratori/trici quanto perso in 10 anni di blocco contrattuale. Corteo anche a Cagliari

Un’altra grande giornata di lotta, dopo quella dell’8 gennaio, delle maestre Diplomate Magistrali (DM) contro l’ignobile sentenza del Consiglio di Stato che ne ha messo a forte rischio il posto di lavoro e i diritti acquisiti, nel quadro più generale dello sciopero e della mobilitazione dei docenti ed ATA di tutti gli ordini di scuola contro un contratto miserabile, che, dopo 10 anni di blocco e di perdita salariale che ha superato il 20%, offre una insultante “mancetta” di 45-50 euro mensili nette e introduce negli obblighi contrattuali una parte delle schifezze della legge 107, con il sostegno e il consenso unanime di Cgil, Cisl e Uil. Le maestre/i DM hanno scioperato in massa e sono arrivate a Roma da ogni regione d’Italia.

Buona anche la partecipazione delle altre maestre/i della scuola primaria e dell’infanzia, e soddisfacente anche quella dei docenti ed ATA delle medie inferiori e superiori.

Il corteo ha attraversato il centro di Roma, su un itinerario di solito interdetto, ottenuto grazie alla presenza combattiva di tanti lavoratori/trici della scuola, purtroppo sotto una pioggia battente che non ha risparmiato neanche per un minuto i manifestanti, così come la neve aveva intralciato l’arrivo a Roma di vari pullman, ostacolati nell’ingresso in città anche dal traffico caotico delle giornate di forte pioggia.

Nei comizi conclusivi a piazza del Pantheon, oltre ai COBAS e agli altri sindacati conflittuali promotori dello sciopero, hanno preso la parola decine di maestre DM, oltre a docenti ed ATA indignati/e per il contratto miserabile.

Nei vari interventi sono stati ribaditi con forza gli obiettivi della mobilitazione, inviando un forte monito al governo post-elezioni: rifiuto di un contratto indegno e richiesta del pieno recupero salariale almeno di quanto perso nel decennio di blocco contrattuale; conservazione del posto in “ruolo” o nelle GAE per le maestre/i DM che vi si trovano; riapertura delle GaE per tutti/e i precari/e abilitati; immissione in ruolo” per chi ha 3 anni di servizio.

Vari interventi hanno riaffermato il NO allo strapotere dei presidi, ai ridicoli quiz Invalsi, all’obbligo di una Alternanza scuola-lavoro inutile e dannosa e al mancato rientro dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR.

Forte anche la richiesta del ripristino della democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea in orario di servizio, nonché la denuncia delle regole antidemocratiche nelle elezioni RSU e nella misurazione della rappresentatività nazionale, che penalizzano brutalmente i sindacati alternativi, per riaffermare il monopolio dei sindacati di Palazzo.

Infine, dagli interventi è venuta fortissima la proposta di un’Assemblea nazionale delle maestre/i DM per decidere i prossimi appuntamenti di lotta.

Un corteo molto partecipato di maestre DM, precari/e, docenti ed ATA “stabili” si è svolto anche a Cagliari.

FIRMATO IL CONTRATTO? IO SCIOPERO

NO AL CONTRATTO MISERABILE

venerdì 23 febbraio 2018

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

manifestazione nazionale a Roma – MIUR ore 9.30

Leggendo i comunicati del MIUR e dei sindacati firmatari, sembra che tutti vogliano rassicurarci rispetto a ciò che sarebbe potuto accadere!

Furbescamente, Governo e sindacati firmatari si sono preoccupati delle imminenti elezioni politiche e delle elezioni RSU e hanno rimandato le decisioni più spinose: codice disciplinare, formazione, alternanza scuola-lavoro, ecc.

Ma rimandato non significa, purtroppo, archiviato.

Se poi, si legge il testo, e non i comunicati, il quadro è, comunque, negativo: AUMENTI RIDICOLI, “BUONA SCUOLA” e “BRUNETTA” dentro il CCNL.

AUMENTI Il Contratto mancia prevede che docenti e ATA recupereranno appena il 3,48% del potere reale di acquisto perso negli ultimi decenni: in media 24% per gli Ata e 21% per i docenti.

Attenzione: si tratta di aumenti lordi medi e a regime: le cifre che circolano vanno fortemente decurtate! Inoltre, il 65% degli incrementi mensili tabellari scattano solo dall’1/3/2018, per cui anche gli arretrati per il 2016 e 2017 saranno esigui. Infine, la cosiddetta perequazione (che può superare i venti euro e non è computato nel TFR – TFS) sarà garantita solo sino alla fine del 2018, con il rischio che molti lavoratori, il prossimo anno, potranno sperimentare un’importante novità: la riduzione dello stipendio.

Il fondo nazionale del “merito” è stato riportato in busta paga per la RPD solo per il 35% nel 2018, per il 25% nel 2019 e a regime per il 20%; il resto è stato prelevato dai fondi stanziati per il MOF per le scuole: il risultato è la bellezza di incrementi della RPD che oscillano da 10 a 15 euro lordi.

CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO e “BRUNETTA” Viene contrattualizzata la “Brunetta” perché le grandi centrali sindacali (in particolare la Cgil che insieme ai COBAS era arrivata persino al ricorso in Cassazione) hanno accettato di togliere dalle materie oggetto di contrattazione d’istituto le “modalità di utilizzazione del personale, i criteri riguardanti le assegnazioni del personale alle sedi, i criteri e le modalità relativi all’organizzazione del lavoro” (art. 6 del vecchio CCNL), lasciando solo la flessibilità oraria per gli Ata.

Solo una parte di queste materie – fondamentali per difendere i diritti dei lavoratori rispetto allo strapotere dei DS – sono oggetto di “confronto”, un nuovo istituto che però prevede solo l’invio di informazioni e un’eventuale riunione, da cui non deve uscire un accordo, ma solo “una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”.

In pratica, decide il DS – come voleva la Brunetta – con un po’ di FUFFA di contorno!

Solo chi è in malafede può far finta che “contrattazione” e “confronto” siano la stessa cosa.

OBBLIGHI DI LAVORO Resta invariato l’art. 29 del vecchio CCNL sulle attività funzionali all’insegnamento con il limite delle 40 ore + 40 per le attività collegiali, ma con la formulazione “aperta” inserita nell’art. 28 si introduce nel CCNL un altro pezzo della Legge 107, poiché si prevede che tutte le attività di potenziamento dell’offerta formativa rientrino nell’orario di docenza.

Inoltre, è previsto che altre attività, come le attività “obbligatorie” di formazione, possano/debbano essere svolte gratuitamente all’interno dell’orario funzionale.

Tale orario non è però definito e, quindi, verrà deciso singolarmente (?!?) dalle diverse “repubbliche autonome” chiamate Istituzioni Scolastiche.

Aumentano, anche i compiti del personale ATA “Il personale ATA, individuato dal dirigente scolastico […] partecipa ai lavori delle commissioni o dei comitati per le visite ed i viaggi di istruzione, per l’assistenza agli alunni con disabilità, per la sicurezza, nonché all’elaborazione del PEI ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lett. a) del D.lgs. n. 66 del 2017”.

MERITO Sul cosiddetto merito, siamo di fronte a un’evidente presa in giro. Infatti ciò che si contratta sono “i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale”. Ovvero la RSU contratta sulla quantificazione dei compensi, restando ferme le competenze del Comitato di valutazione e soprattutto quelle del DS, che valuta discrezionalmente i singoli docenti. In altre parole, i dirigenti continueranno a operare, seppure con meno risorse, come hanno fatto sino ad ora, come conferma e rivendica il MIUR in una nota sbugiardando le fantasiose interpretazioni dei confederali. Mentre non si dice nulla, nonostante sentenze e pareri dello stesso governo, sulla doverosa trasparenza rispetto alla procedura, alle motivazioni ed al quantum individuale di assegnazione dei denari del Bonus. Abolire il merito sarebbe stato l’unico passo avanti. Firmando questo CCNL, Cgil, Cisl e Uil hanno accettato la filosofia della differenziazione salariale in base al c.d. merito, lesivo della libertà di insegnamento, contro cui dicevano di lottare con lo sciopero del 5 maggio 2015!

MOBILITÀ Per i docenti ritorna il vincolo triennale, qualora abbiano ottenuto l’istituzione scolastica richiesta volontariamente”.

CARRIERA DOCENTI Infine, al termine del CCNL è anche contenuta una minacciosa dichiarazione congiunta (la n. 6) con la quale “Le parti si impegnano a prevedere una fase istruttoria che consenta di acquisire ed elaborare tutti gli elementi utili ad individuare forme e strumenti di valorizzazione nell’ottica dello sviluppo professionale dei docenti”.

Per questa firma Cgil, Cisl e Uil dovrebbero essere punite dalla categoria nelle imminenti elezioni RSU.

* * *

I COBAS parteciperanno a tali elezioni, nonostante la gara sia sfacciatamente truccata, dato che si misura la rappresentatività nazionale solo con votazioni a livello di singola scuola e, anche in questa circostanza, vengono loro negati i diritti più elementari, come quelli di libera propaganda elettorale. I sindacati concertativi, inoltre, possono disporre di migliaia di distaccati che girano le scuole e mettono candidati in lista garantendo alle future RSU che non dovranno fare niente, perché a trattare ci andranno i loro funzionari, che hanno diritto in ogni caso di partecipare alla contrattazione, anche se non hanno RSU elette!

RIFIUTATE di candidarvi, alle prossime elezioni RSU, con organizzazioni sindacali che non vi rappresentano e che hanno così pesantemente colpito la categoria e candidatevi, sostenete, presentate e votate le liste COBAS.

* * *

Che dire, niente soldi e organizzazione sempre più gerarchico-aziendale della scuola. Cosa deve ancora accadere per mobilitarci? IL 23 FEBBRAIO C’È LO SCIOPERO E IL CORTEO A ROMA, come Cobas Scuola Palermo stiamo organizzando la partecipazione, contattateci. E partecipate anche all’ASSEMBLEA GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO alle ore 17,00 che si svolgerà presso la nostra sede di piazza Unità d’Italia n. 11.

CONTRO IL TERRORISMO FASCISTA E XENOFOBO

SABATO 10 FEBBRAIO TUTTI/E A MACERATA

CONTRO IL TERRORISMO FASCISTA E XENOFOBO

LA QUESTURA ALLA FINE HA DOVUTO AUTORIZZARE LA MANIFESTAZIONE

(in contemporanea con la manifestazione di Macerata,

a Palermo tutti a piazza Politeama alle ore 16.00)

La campagna elettorale porta strani frutti. In questi giorni abbiamo avuto la prova di quanto siano affievoliti all’interno dell’attuale panorama politico gli anticorpi contro la marea montante del fascismo del “terzo millennio”. Tra i maggiori partiti, nessuno che si sia pronunciato con chiarezza contro il carattere fascista e terrorista dell’attentato compiuto da Luca Traini. I fatti di Macerata sono infatti a loro modo emblematici di quelle ondate fasciste e xenofobe che attraversano trasversalmente il corpo ormai in gran parte malato della società, pronte più che mai a diffondersi e a dilagare. Macerata non è un’anomalia, un incidente di percorso. Macerata è un epilogo annunciato, la diretta conseguenza di un agire politico che, messo di fronte ai disastri sociali delle ottuse politiche liberiste, non fa che soffiare sul fuoco, gettando in pasto all’opinione pubblica l’ennesimo capro espiatorio, questa volta travestito da straniero. Macerata è il luogo dove i frutti avvelenati di questo grande inganno sono sbocciati, e il fatto che essa sia una piccola città, in un territorio ancora florido e con “pressione” migratoria tutto sommato contenuta, ci dà purtroppo la misura di quanto profonda sia ormai la distanza, creata dalle distorsioni mediatiche e dalle strumentalizzazioni politiche, che separa il reale da ciò che è invece percepito.

A Macerata le forze politiche hanno raccolto quanto seminato in questi anni, ma neppure ora che l’esplosività delle tensioni sociali innescate ha raggiunto il suo culmine, sembrano voler recedere dalla loro pericolosa narrazione. Il grande inganno continua infatti nelle parole del ministro Minniti, dalle quali emerge una sorta di responsabilità collettiva dei migranti irregolari nella criminalità di questo paese. Squallidi luoghi comuni, che esasperano un clima sociale già avvelenato e preparano la strada a nuove future azioni criminali come quella del 3 febbraio. Intollerabili sono poi le parole di esponenti di partiti apertamente fascisti – partiti che la legge dovrebbe perseguire – i quali non esitano a giustificare e talvolta omaggiare l’autore dell’ignobile attacco terroristico. Inaccettabile infine è apparso agli occhi di tutti gli antifascisti e della popolazione democratica il divieto prefettizio alla manifestazione di sabato perché, motivato da una assurda equiparazione delle forze antifasciste alle squadracce organizzate dei razzisti, di fatto avrebbe eliminato in modo grave e ingiustificato ogni spazio di agibilità politica a tutti coloro che a questo fascismo di ritorno vogliono resistere con determinazione. Ma la ribellione di chi ha tenuto duro, dichiarando che avrebbe manifestato comunque, ha provocato una vera insurrezione nella base delle organizzazioni (ANPI, Cgil e ARCI) che avevano accettato il divieto e si erano ritirate dalla mobilitazione. Cosicché in extremis la questura ha dovuto fare marcia indietro ed autorizzare la manifestazione, dimostrando quanto sia importante la radicalità, la fermezza e la chiarezza delle piattaforme e delle iniziative antifasciste e antirazziste.

Questo primo successo va confermato domani con una grande presenza di massa. Noi saremo in piazza, ci auguriamo insieme ad una marea di popolo, per manifestare e riaffermare la necessità di una pacifica e proficua convivenza con i migranti e per denunciare la violenza razzista e xenofoba e ogni sua possibile giustificazione.

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PALERMO 20/2/2018

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE RIVOLTO

A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

Dalla decolonizzazione alla

“questione migrante”

20 Febbraio 2018ore 8,30-17,30

I.C.S. “Silvio Boccone” – Palermo 

Via del Vespro, 72 – 90127 Palermo


Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009)

Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

È necessario segnalare la concessione dell’esonero per la partecipazione al convegno compilando il

modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp-migranti/


LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DELL’ESONERO

ore 08,30 Registrazione delle presenze

ore 09.00 Migrazioni. Un fenomeno complesso dai risvolti inumani.

padre Domenico Guarino, Missionario comboniano

ore 09.45 Diritti in fondo al mare

Fulvio Vassallo Paleologo. Avvocato e giurista, Presidente Adif

ore 10,30 Voci dal territorio.

Emergenze e pratiche di cittadinanza attiva, a cura delle associazioni antirazziste.

ore 11.00 Pausa

ore 11.30 Similitudine e metafore per raccontare e raccontarsi

Lucia Barbera, docente del CPIA Palermo 1.

ore 12:00 Lavori di gruppo per aree disciplinari

  • Gruppo 1: Per una progettazioni didattica critica e cosmopolita: come trasformare ogni materia in un laboratorio di cittadinanza. Coordina prof.ssa Fausta Ferruzza, Istituto Comprensivo Sferracavallo-Onorato Palermo

  • Gruppo 2: Dalla A al mondo: come (co)gestire gruppi classe complessi in presenza di alunni stranieri di recente migrazione. Coordinano prof.ssa Giorgia Listi e prof.ssa Leonarda Parisi, docenti del CPIA Palermo 1.

ore 13.30 Pausa pranzo

ore 14.30 Conclusione lavori di gruppo

ore 15.30 Restituzione lavori di gruppo, dibattito e conclusione lavori

Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Dir. MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni.

FIRMATO IL CCNL – CONFERMATO LO SCIOPERO

Come i “ladri di Pisa” i sindacati di Palazzo firmano di notte un miserabile contratto elettorale … e la mattina fingono di litigare

Docenti ed ATA rispondano subito partecipando in massa allo

SCIOPERO GENERALE del 23 febbraio e alla manifestazione nazionale a Roma (MIUR, ore 9.30)

Ci scuseranno i pisani/e se usiamo questo riferimento popolare ai “ladri di Pisa” di cui si dice che rubassero di notte insieme e poi di giorno fingessero di litigare. Però è l’immagine che ci è venuta subito in mente di fronte alla farsa ignobile messa in scena da sindacati che, dopo aver affermato che le trattative per il contratto non erano manco cominciate, le hanno poi chiuse di notte in una dozzina di ore; salvo poi, la mattina, farci assistere al “lamento” di una parte di essi per l’eccesso di fretta dell’operazione.

Che però nella sua brutale essenzialità è maledettamente chiara: è stato firmato un miserabile contratto elettorale che serve al governo per cercare di raccattare qualche voto in più alle elezioni Politiche e ai sindacati di Palazzo per salvare la faccia in quelle RSU. Fermo restando che dovremo leggere tra le righe di un contratto di 176 pagine, le richieste più rognose del governo (80 ore di extra-cattedra obbligatorie ove infilare di tutto; attività di “potenziamento” e organizzative a totale discrezione dei presidi, così come l’attività di tutoraggio per l’Alternanza scuola-lavoro, formazione obbligatoria non pagata e fuori orario di servizio, nel codice disciplinare nuove “voci” per la sospensione dal servizio e dallo stipendio comminata dal preside), non sono state respinte ma solo, sembrerebbe, rinviate alla fase post-elettorale. E nel contempo pesa come un macigno l’ignobile “mancetta” economica su cui lorsignori si sono accordati e che dimostra l’assoluto disprezzo che Palazzo e sindacati di Palazzo nutrono per docenti ed ATA, ritenuti così sottomessi da dover ringraziare persino per un “aumento” medio netto mensile di 45 euro per gli ATA e di 50 per i docenti, dopo che in dieci anni di blocco contrattuale la categoria ha perso almeno il 20% del proprio salario, cioè alcune decine di migliaia di euro; e dopo che i carichi di lavoro e le responsabilità per docenti ed ATA si sono almeno raddoppiate.

L’intollerabilità di questo umiliante affronto è resa ulteriore da quello che soprattutto la FLC sostiene: e cioè che tale “mancetta” verrà integrata dai soldi del “bonus” che finalmente sostengono potrà essere assegnata ai “migliori” e sottratta all’arbitrio dei presidi. In realtà su questo punto il contratto ci fa cadere dalla padella nella brace. Perché stabilisce che ai presunti “migliori” dovrà andare un premio superiore almeno del 30% a quello degli altri/e, rendendolo un obbligo contrattuale e affidandone la gestione per lo più ai sindacati di Palazzo che, grazie alle regole assolutamente antidemocratiche con cui si eleggono le RSU, ne gestiscono gran parte.

Di fronte a questo sconcio, lasciano allibiti i “lamenti” dello Snals che fino a ieri teneva lo stesso “sacco” degli altri. Sostiene Serafini di non aver firmato non perché trattasi di schifezze ma perché “ci sono stati passi avanti e risposte, ma non tutte…non è stato possibile approfondire le modifiche” e che comunque non esistono “solo i docenti e non si vive di solo pane” (boh???): quasi a sostenere che i docenti sono stati compensati con tanto “pane” ma non è chiara la sorte degli altri.

Ora la parola passa a docenti e ATA che hanno una immediata occasione per ribellarsi e mandare un segnale forte, partecipando in massa allo sciopero del 23 febbraio, indetto dai COBAS e da altri sindacati conflittuali, e alla manifestazione nazionale a Roma (MIUR, V.le Trastevere, ore 9,30) e successivamente non votando nelle elezioni RSU, pur truccate, i sindacati di Palazzo. Dai quali, se davvero almeno per qualche giorno vogliono prendere le distanze, possono distinguersi Snals e Gilda invitando i/le loro aderenti a scioperare anch’essi/e il 23.

ASSEMBLEA DOCENTI E ATA 15.2.2018

Le notizie che arrivano sulla trattativa per il CCNL Scuola tra ARAN e sindacati stanno creando allarme e malumore tra docenti ATA, che finora ha trovato sfogo nei canali di comunicazione informale dei social media. I sindacati hanno provato a gettare acqua sul fuoco con dichiarazioni ufficiali alla stampa, tanto rasserenanti nelle intenzioni quanto reticenti nella sostanza. Nei canali informali, invece, i quadri dei sindacati cosiddetti maggiormente rappresentativi, in comprensibile difficoltà di fronte alla preoccupazione e alle domande allarmate degli iscritti, stanno farneticando di bufale e complotti orditi dai sindacati di base per screditare i grossi sindacati ed “erodere iscritti” … Bugie dalle gambe assai corte.

PER DISCUTERE E CONFRONTARCI SU QUESTI ARGOMENTI

ABBIAMO INDETTO UNA

ASSEMBLEA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA

giovedì 15 febbraio 2018 ore 17.00/19.00

presso la sede provinciale COBAS

piazza Unità d’Italia, 11 – PALERMO

RINNOVO CCNL: retribuzioni e “Buona Scuola” l. n. 107/2015

TUTELA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: iniziative e ricorsi

SCIOPERO DEL 23 FEBBRAIO

ELEZIONI R.S.U. 2018